09 ottobre 2018

CICLISMO, TOM SKUJINS VINCE A SORPRESA LA TRE VALLI VARESINE, BEFFATO PINOT

Tom Skujins, a sorpresa, ha vinto la 98esima edizione della Tre Valli Varesine, ultima classica del tradizionale Trittico Lombardo. Il lettone della Trek-Segafredo, si è imposto nel circuito di Varese, dopo 197 km, su Thibaut Pinot e Peter Kennaugh, al termine di una volata a ranghi ristretti.

Tre Valli Varesine: la cronaca

La corsa è stata animata da 5 fuggitivi, partiti al km 32, quando la corsa si stava ancora svolgendo sul tratto in linea: si tratta di Matteo Bono (UAE - Emirates), Edoardo Zardini (Wilier Triestina - Selle Italia), Alessandro Tonelli (Bardiani CSF), Paolo Totò (Sangemini Mg K. Vis - Vega) e Michael Storer (Sunweb).

Questi cinque poi sono stati raggiunti da un gruppetto di contrattaccanti, con alcuni corridori interessanti come Majka, Visconti, Latour, Buchmann, Ciccone e Luis Leon Sanchez.
Il gruppo ha tenuto sempre cucita la corsa, con il lavoro di Movistar, Education First e Mitchelton-Scott su tutti. Il ricongiungimento avviene ai -28 km ma non terminano gli scatti: sulla prima delle due scalate a Morosolo, ci provano Kelderman, Bennett e ancora Sanchez, ma nessuno riesce a portar via un gruppetto.

Gruppetto che si stacca al termine della salita, in una situazione di corsa piuttosto confusionaria e di difficile controllo: al suono della campanella, prima dell'ultimo giro di 21 km, dieci corridori (Kennaugh, Frank, Skujins, Power, Kelderman, Santaromita, Hamilton, Tolhoek, Buchmann e Visconti) hanno una ventina di secondi di vantaggio sul gruppo sfilacciatissimo.

Sulla salita del Montello cominciano le scaramucce tra i big, con il francese Gaudu, Valverde, Uran e anche Vincenzo Nibali sugli scudi, ma tutto è rimandato sull'ultima scalata a Morosolo, 4 km con pendenze massime al 13-14%. Nella prima parte della salita, tra gli attaccanti Rob Power prova ad allungare sugli altri, mentre dietro Gaudu fa un ritmo infernale per il proprio capitano (Pinot). Nella seconda parte, dopo il passaggio a livello, si decide la corsa: grande azione di squadra dell'Education First, con Woods che controlla dalla testa la grande sparata di Rigoberto Uran. Il colombiano fa il vuoto e raggiunge in un amen i fuggitivi rimasti, involandosi da solo verso il traguardo. Ma non è finita: in un secondo momento Thibaut Pinot si sgancia dal gruppo e raggiunge Uran in discesa, seguito sempre da Woods.

Col gruppo di Nibali, Bardet e Valverde lontano, ai meno 2 Woods e Uran provano a staccare tutti nuovamente ma Pinot fa buona guardia. Così si decide tutto in una volata ristretta tra i tre big e alcuni dei fuggitivi rimasti: il francese sembra essere il grande favorito ma il lettone Skujins, in fuga da 25 km, ha le energie per batterlo nettamente. Si tratta della vittoria più importante della carriera per il lettone della Trek-Segafredo, autentica sorpresa della corsa. Invece secondo posto consecutivo alla Tre Valli per Pinot. Per l'Italia nono Giovanni Visconti, decimo Gianluca Brambilla.

Tre Valli Varesine: la classifica finale

1) Tom Skujins (Trek-Segafredo), in 4h55'41"
2) Thibaut Pinot (Groupama-FDJ), s.v.
3) Peter Kennaugh (Bora-Hansgrohe), s.v.
4) Micheal Woods (Education First - Drapac), s.v.
5) Mathias Frank (AG2R La Mondiale), s.v.
6) Wilco Kelderman (Team Sunweb), s.v.
7) Rigoberto Uran (Education First - Drapac), a 4"
8) Julien Simon (Cofidis), a 13"
9) Giovanni Visconti (Team Bahrain-Merida), a 13"
10) Gianluca Brambilla (Trek-Segafredo), a 13"

F1, VETTEL: "NON LASCERÓ LA FERRARI". IL TEDESCO CREDE ANCORA AL MONDIALE: "NON ABBIAMO NULLA DA PERDERE"

ÓSebastian Vettel non molla: né il mondiale, né la Ferrari. Nonostante l'ultimo periodo, in cui una Ferrari (e un Vettel) in difficoltà per scelte e prestazioni abbiano lanciato Lewis Hamilton verso la conquista del mondiale, le parole del tedesco sembrano riportare serenità all'interno della scuderia di Maranello.


Infatti il quattro volte campione del mondo di F1, citato dalla testata tedesca Auto Bild, prima di lasciare Suzuka ha dichiarato: “Non lascerò la Ferrari. Faccio parte della squadra e voglio solo questo. Penso che abbiamo molto potenziale. Certo, le ultime gare non sono andate bene per noi e abbiamo reso troppo facile la vita alla Mercedes”.

Vettel, sotto contratto con la Rossa fino al 2020, crede ancora fortemente nel progetto Ferrari ed è conscio degli errori commessi quest'anno, che permetteranno a Hamilton di laurearsi campione del mondo per la quinta volta forse già dalla prossima gara in Texas, fra poco meno di due settimane.

Ma fino a che la matematica non lo condanna, il tedesco non ha intenzione di mollare: "Certo, sappiamo che adesso è difficile, ma non abbiamo nulla da perdere in questo momento.“ – ha concluso il portacolori del Cavallino Rampante – “Daremo tutto e ci sono ancora delle cose importanti che possiamo imparare e comprendere sulla vettura”.

Se siano parole diplomatiche per placare gli animi oppure no, lo sapremo solo in pista: ci sono ancora quattro gare da disputare dando il meglio, dal muretto all'abitacolo, per dare un segnale di riscatto e di presenza a se stessi e alla Mercedes.

06 ottobre 2018

AL VIA LE CLASSICHE ITALIANE COL GIRO DELL'EMILIA: PERCORSO, STREAMING, DIRETTA TV, POSSIBILI FAVORITI

Dopo il Mondiale di Innsbruck, è tempo del gran finale di stagione del ciclismo, con le corse di un giorno italiane che culmineranno con l’ultima classica monumento dell’anno, il Giro di Lombardia in programma sabato prossimo. La prima classica in programma è quest’oggi, e si tratta del Giro dell’Emilia, giunto alla sua 101esima edizione. Sulla salita di San Luca, tra l’altro teatro del prologo che aprirà il Giro 2019, si daranno battaglia corridori di livello assoluto per una corsa che promette spettacolo.

Giro dell’Emilia: percorso e favoriti

Il 101° Giro dell’Emilia si presenta più corto di 15 km rispetto all'edizine del centenario, ma ciò non toglie la durezza di una gara lunga 207,4 km e con 1800 metri di dislivello. Dopo la partenza di Casalecchio di Reno, alla periferia di Bologna, il lungo tratto di trasferimento prima del circuito conclusivo non è esente da difficoltà. La strada incomincia subito a salire: dopo una ventina di km si sale verso Mongardino, salita di 2 km al 7% di pendenza media. Al km 72 c’è il secondo GPM, rappresentato dalla lunga ascesa a Passo Brasimone: ben 19,7 km al 5%. Terminata la discesa i corridori, prima di tornare nel centro di Bologna, affronteranno il primo “muro” di giornata, Valico Ganzole: 2,3 km al 12% di pendenza. Al km 170 inizierà la bagarre nel circuito finale, lungo 9,3 km, che vedrà protagonista, come di consueto, la salita verso il santuario della Madonna di San Luca: sono 2,1 km al 10% di pendenza media con punte del 18%, da ripetere 5 volte.
Il via sarà dato da Casalecchio di Reno alle 11.30, mentre l’arrivo è previsto tra le 16.26 e le 16.57.

Giovanni Visconti, vincitore dell'edizione 2017
Il percorso esigente e la startlist di altissimo livello, che si trova raramente in una corsa non World Tour, rende il pronostico aperto a diversi scattisti-scalatori. Tuttavia il maltempo previsto potrebbe rendere la corsa selettiva anche durante i primi passaggio sul San Luca. Tra le 25 formazioni e i 172 corridori al via, probabile protagonista sarà la Bahrain-Merida del campione uscente Giovanni Visconti (in foto), che sarà coadiuvato da altri possibili vincitori come Domenico Pozzovivo, Matej Mohoric e soprattutto Vincenzo Nibali, voglioso di riscatto dopo il Mondiale che l’ha visto cedere il passo a 25 km dal traguardo. Occhi puntati sul Team Sky, che schiera al via Gianni Moscon, vincitore due giorni fa del campionato italiano a cronometro e in grande forma, ed Egar Bernal al rientro in gara dopo la brutta caduta alla classica di San Sebastian. La BMC schiera una formazione di primo livello, con De Marchi, Teuns e Caruso, così come la Lotto NL-Jumbo, con Kruijswijk, Roglic e Battaglin.

Per il successo non vanno dimenticati corridori di caratura brillanti anche a Innsbruck, come rispettivamente l’argento ed il bronzo iridati, Romain Bardet e Michael Woods, ma anche Pinot, Mollema, Uran, Simon Yates, Landa e Kreuziger.

Giro dell’Emilia: come seguirlo in tv e streaming

È possibile seguire il Giro dell’Emilia in tv sia sulla Rai che su Eurosport: la diretta inizierà dalle 14.30 su RaiSport+HD (dove ci sarà anche il resoconto del Giro dell’Emilia femminile) e dalle 15 su Eurosport1. Invece è possibile seguire la gara in diretta streaming sia sulla piattaforma RaiPlay che su Eurosport Player, con inizio per entrambe dalle 14.30.

05 ottobre 2018

CAMPIONATO ITALIANO A CRONOMETRO: GIANNI MOSCON CONFERMA IL TITOLO, BEFFATO DI UN SOFFIO GANNA

Gianni Moscon continua l'ottimo momento di forma. A Cavour, alla periferia di Torino, ha conquistato il Campionato Italiano a cronometro, bissando il successo di Caluso (sempre nel torinese) del 2017.


Tuttavia rispetto all'anno scorso, il trentino del Team Sky è stato costretto a dare il massimo ed ha vinto in rimonta sul filo di lana, battendo Filippo Ganna per soli due secondi in un'autentica lotta a due per la maglia tricolore. Infatti il classe '96 della UAE Emirates (e prossimo compagno di squadra di Moscon alla Sky) ha fatto un'ottima prova, trovandosi in vantaggio in tutti e tre gli intermedi del tracciato piemontese. Nell'ultimo intermedio in particolare ha toccato il vantaggio massimo, ben 15 secondi.

Solo negli ultimi chilometri è calato di ritmo, consentendo al trentino di recuperare nell'ultima parte dei 41 km previsti. Il suo 48'22", a 50,860 km/h di media, è risultato migliore del tempo di Ganna per soli due secondi. Si tratta del terzo successo stagionale dopo le vittorie alla Coppa Agostoni e al Giro Di Toscana, a quattro giorni di distanza dal quinto posto ai Mondiali di Innsbruck. Al termine della prova, ha dichiarato ai microfoni di Cicloweb.it: "Sapevo che era difficile vincere oggi. Son partito per dare tutto, è stato necessario raschiare il fondo del barile per riuscire a rimontare su Filippo, che ha fatto una crono impressionante. Il percorso non era adattissimo alle mie caratteristiche, molto piatto e veloce, però ho fatto un gran finale: le gambe e la motivazione di tenere quella maglia mi hanno supportato". Un'ulteriore conferma dell'ottimo momento di forma, che lo pone ai nastri di partenza del Giro di Lombardia di sabato prossimo come uno dei favoriti.

Ma c'è voluto il miglior Moscon per battere Filippo Ganna. Il verbanese ha sfiorato la prima vittoria su strada da professionista, continuando un percorso di crescita che lo vede già brillare su pista, dopo l'oro agli Europei 2017 e le vittorie iridate nel 2016 e nel 2018 ai Mondiali nell'inseguimento individuale. È la conferma di un importante talento per il futuro azzurro, non solo a cronometro. A soli 22 anni era già in ballottaggio per partecipare alla prova iridata di Innsbruck, ma il percorso, molto lungo ed impegnativo, ha fatto propendere Cassani per l'esperienza di De Marchi e Felline. Proprio loro due si sono giocati il bronzo, anche se ben lontani dai Moscon e Ganna. Alla fine a spuntarla è stato Fabio Felline. Il corridore della Trek-Segafredo, a 57" dal vincitore, ha preceduto De Marchi, che ha chiuso la prova con un ritardo di 1'23". Quinto posto, come lo scorso anno, per Mattia Cattaneo (Androni Giocattoli-Sidermec).

Campionato Italiano a cronometro donne, categoria élite: trionfa Elena Cecchini

Prima della crono maschile, c'è stata la prova riservata alle donne, su un percorso dimezzato rispetto agli uomini. A laurearsi nuova campionessa italiana a cronometro è stata Elena Cecchini. La friulana, campionessa del mondo nella cronosquadre con la Canyon SRAM Racing, ha percorso i 20,5 km della prova in 28’13”, ad una velocità media di 43,586 km/h. Secondo posto, a 11”, per Vittoria Bussi (BJ Bike Club ASD) e terzo, a 15”, per Rossella Ratto (Cylance Pro Cycling). Elisa Longo Borghini (Wiggle High5), detentrice del titolo ed ultima a partire, aveva il miglior tempo, ma ha sbagliato strada nel finale a causa di una errata segnalazione. Ciò le ha impedito di bissare il titolo, che era ampiamente alla sua portata.

MONDIALI CICLISMO 2018: ROHAN DENNIS DOMINA LA CRONO ED E' IL NUOVO CAMPIONE DEL MONDO. DUMOULIN 2°


Al termine di una prova mostruosa, l’australiano Rohan Dennis è il nuovo campione del mondo della cronometro. Il classe ’90 del Team BMC ha conquistato l’oro percorrendo gli impegnativi 52,5 km del percorso Rattenberg-Innsbruck in 1h03’02″57 ed infliggendo distacchi abissali su tutti, persino il favorito numero 1 della vigilia, Tom Domoulin. Proprio l’olandese si piazza secondo alle spalle di Dennis, ma distanziato di un minuti e 21 secondi e conserva l’argento per soli 53 centesimi rispetto al belga Victor Campenaerts, bronzo.


Il nativo di Adelaide ha messo in atto una prova maiuscola, a 49,6 km/h di media, che l’ha portato in cima alla classifica dei tempi fin dal primo intermedio, al 17° km, dove è davanti di quasi 9 secondi sull’orange. Al termine della prima parte pianeggiante, il vantaggio è intorno al mezzo minuto. Sulla salita di Gnadenwalddove sulla carta l’olandese doveva fare la differenza, è Dennis che prende ancora più vantaggio: in cima, al secondo intermedio, l’australiano ha un minuto di margine sul campione in carica e 1’12” su Campenaerts.

Dennis è un rullo compressore anche nell’ultima parte, riprende Castroviejo e Kiriyenka (partito addirittura tre minuti prima) e si prende l’oro con Dumoulin staccato di 1’21”, che a sua volta salva l’argento dal belga di soli 53 centesimi. Per l’aussie è la settima vittoria a cronometro della stagione, ma di gran lunga la più importante della carriera: una prova preparata nei minimi dettagli anche grazie alla partecipazione della Vuelta, dove ha vinto entrambe le prove contro il tempo. Di contro, per Dumoulin, c’è la rabbia dopo il traguardo ma anche la consapevolezza – come lui stesso ha affermato a bocce ferme – che preparare nella stessa stagione Giro, Tour e Mondiale è molto complicato. Lui è riuscito a prepararle e ad arrivare secondo in tutte e tre le manifestazioni, non può essere deluso della sua stagione. Grande soddisfazione per il campione europeo Campenaerts, che ha fatto una grande prestazione nonostante si trattasse di un percorso non adatto ad un cronomen puro come lui. Quarto un’ottimo Michal Kwiatkowski (attenzione a lui anche per la prova in linea) e quinto il portoghese Nelson Oliveira.

Per l’Italia non c’era da aspettarsi grandi cose e così è stato: Alessandro De Marchi è 28° a 5’05” da Dennis, Fabio Felline, autore anche di una caduta, è 30° a 5’25”.
Mondiali ciclismo 2018: la classifica finale
1) Rohan Dennis (Aus) in 1h03’02″57
2) Tom Dumoulin (Ola), +1’21″09
3) Victor Campenaerts (Bel), +1’21″62
4) Michal Kwiatkowski (Pol), +2’04”
5) Nelson Oliveira (Por), +2’14”
6) Jonayhan Castroviejo (Spa), +2’17”
7) Tony Martin (Ger), +2’25”
8) Patrick Bevin (Nzl), +2’34”
9) Vasil Kiryienka (Blr), +3’07”
10) Toft Martin Madsen (Dan), +3’23”
28) Alessandro DE MARCHI, +5’05”
30) Fabio FELLINE (ITA), +5’25“